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Estetica e benessere Regione Lazio

 

Gianluca Fiorillo è un dottore in scienze motorie e istruttore di Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978, e propone sessioni di allenamento a corpo libero (antigravitario) per stimolare l’apparato muscolare, la disciplina e il benessere psicofisico.

L’intervista descrive la Ginnastica Dinamica Militare come una disciplina sportiva non competitiva e priva di macchinari, adatta a tutte le età (dai 14 ai 72 anni) perché incentrata sul superamento dei propri limiti mentali e fisici attraverso la consapevolezza corporea. L’istruttore sottolinea il valore di questo protocollo basato su disciplina e assenza di comfort, annunciando inoltre un grande evento interregionale dedicato allo sport e alla socialità che si terrà a Monte Cassino il 25 aprile.

 

 

 

 

 

 

 

#medico #denti #dentista #odontoiatra

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Il tatuatore Alessandro Mastracci presenta lo studio Industrial Ink, uno spazio creativo nel Lazio che unisce tatuaggi, pittura e scultura. Durante l’intervista, l’esperto illustra l’attuale successo dello stile fine line (minimalista e delicato) e offre consigli pratici sulla preparazione e sulla cura post-trattamento del tatuaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ANCA TIRZIMAN — OPERATRICE OLISTICA TERAPIE EGIZIO ESSENE PERCORSI DI CRESCITA PERSONALE

 

L’operatrice olistica Anca Tirzman presenta le terapie egizio-essene, antiche pratiche di guarigione energetica e spirituale utili per sciogliere blocchi ed emozioni stagnanti nei corpi sottili. Attraverso percorsi di crescita personale, questi trattamenti aiutano le persone a comprendere i propri meccanismi interiori, superare i traumi infantili e ritrovare se stesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CRISTIANA CAFIERO E KATIA INDO — OPERATRICI OLISTICHE

Le operatrici olistiche Cristiana Cafiero e Katia Indo presentano il proprio centro a Fiumicino, dove offrono percorsi sia in presenza che online di costellazioni familiari, trattamenti olistici e varie discipline di yoga. Le due professioniste sottolineano l’importanza dell’ascolto e della responsabilità personale nel proprio benessere, annunciando inoltre il prossimo lancio di un’Academy formativa.

 

 

 

 

 

 

 

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Roberta Addonizio, esperta di tricopigmentazione, spiega le differenze tra questa soluzione estetica bidimensionale e il trapianto chirurgico, evidenziando come le due tecniche possano anche diventare preziose alleate. La scelta dipende dall’estensione del diradamento, ma la tricopigmentazione offre il vantaggio di essere meno invasiva, rapida e ideale per coprire cicatrici o aree rimaste scoperte.

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’estate è sinonimo di vacanze, passeggiate all’aria aperta, serate in giardino e giornate trascorse tra mare, montagna e campagna. Ma insieme alle temperature più calde arrivano anche ospiti decisamente meno graditi: zanzare, api, vespe, meduse e altri piccoli animali che possono trasformare un momento di relax in una fonte di fastidio.
Che sia durante una gita in campagna, una cena sul terrazzo o nel cuore di una notte estiva, capita spesso che le zanzare riescano a superare ogni barriera difensiva: gerani sul balcone, zanzariere, candele alla citronella, spray repellenti e diffusori sembrano talvolta inutili davanti alla loro ostinazione. Quando la puntura è ormai avvenuta, però, esistono alcuni rimedi naturali che possono aiutare ad alleviare il prurito e il disagio senza ricorrere immediatamente ai prodotti da farmacia.
Lavanda e timo, alleati dell’estate
Tra i rimedi più efficaci spicca l’olio essenziale di lavanda. Conosciuto per le sue proprietà antibatteriche e disinfettanti, è particolarmente apprezzato per la sua capacità di calmare rapidamente il prurito provocato dalle punture di insetto. Basta applicarne una goccia direttamente sulla zona interessata oppure utilizzarlo con un batuffolo di cotone per ottenere un sollievo quasi immediato.
Anche l’olio essenziale di timo rappresenta una valida alternativa grazie alle sue proprietà antisettiche. Chi coltiva il timo sul balcone o nell’orto aromatico può utilizzare direttamente alcune foglie fresche, strofinandole delicatamente sulla puntura per ridurre il fastidio.
Tra gli altri oli essenziali tradizionalmente impiegati per lenire le irritazioni causate dagli insetti troviamo la melissa, l’albero del tè (tea tree oil) e la camomilla.
Come intervenire in base al tipo di puntura
Durante l’estate non sono solo le zanzare a creare problemi. Escursioni, giornate al mare e attività all’aperto aumentano infatti il rischio di incontri ravvicinati con altri insetti o animali marini.
Punture di api, calabroni e formiche
La prima operazione consiste nel rimuovere il pungiglione, evitando di schiacciare la sacca velenifera. Successivamente si può applicare un impacco freddo preparato con un cucchiaino di bicarbonato e uno di acqua di camomilla o lavanda. Lo stesso rimedio può essere utilizzato anche in caso di punture di formica.
Punture di vespa
Per ridurre gonfiore e dolore può essere utile un impacco freddo a base di aceto di mele arricchito con due gocce di olio essenziale di lavanda o di tea tree oil.
Meduse e ricci di mare
Le vacanze al mare possono riservare spiacevoli incontri con meduse e ricci. Dopo aver rimosso con attenzione eventuali tentacoli urticanti o aculei, si può applicare olio essenziale di lavanda o di albero del tè puro sulla zona interessata.
Zecche e mignatte
Nel caso di escursioni in zone boschive o prati particolarmente frequentati da zecche, l’olio di albero del tè viene tradizionalmente utilizzato per favorire il distacco dell’animale. Dopo l’applicazione si attende alcuni minuti prima di procedere alla rimozione, continuando poi il trattamento per alcuni giorni.
Morsi di ragno
Per alleviare il fastidio si possono mescolare due o tre gocce di olio essenziale di lavanda o tea tree oil con un cucchiaino di alcool o aceto di mele, applicando la soluzione più volte al giorno.
Godersi l’estate in modo naturale
Le punture di insetti fanno parte degli inconvenienti più comuni della bella stagione, ma conoscere alcuni semplici rimedi naturali può aiutare a vivere con maggiore serenità le giornate all’aperto. Tenere sempre a disposizione qualche olio essenziale e alcune soluzioni di pronto intervento può fare la differenza, permettendo di tornare rapidamente a godersi il meglio dell’estate: una passeggiata al tramonto, una serata sotto le stelle o una giornata di mare senza lasciare che il prurito rovini il piacere delle vacanze.

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Ivan Tiberi, titolare de La Boutique del Barbiere, illustra le ultime tendenze per i tagli maschili del 2026, tra cui spiccano i rasati a zero con effetto “ice” e il ritorno di stili strutturati come la barba a punta.
Per la cura dei capelli ricci, il barbiere sconsiglia la permanente chimica a favore di una gestione naturale e voluminosa, supportata dai prodotti della sua linea personalizzata a base di spray al sale marino.

 

 

 

 

 

 

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1. La passione per il lavoro e il valore del “tatto”
Maria Grazia Pifari, titolare del centro estetico ML Beauty Lab, racconta che la passione per la sua professione è nata nell’infanzia, quando accompagnava la madre dall’estetista di fiducia e ne osservava affascinata i gesti.

Rispetto alle tendenze attuali del settore, la professionista esprime una netta preferenza per i trattamenti manuali e il massaggio rispetto all’uso massiccio delle tecnologie avanzate (pur salvaguardando strumenti utili come il laser per l’epilazione). Secondo la Pifari, il vero benessere risiede nel contatto fisico, nell’empatia a tu per tu e nella sintonia profonda che si crea con la cliente attraverso il tatto.

2. Cosa sono le Spicule? Il trattamento che viene dal mare
Durante l’intervista viene approfondito il trattamento delle spicule, un’innovativa tecnica per la cura del viso originaria della Corea del Sud.

L’origine: Si basa sull’utilizzo di spugne marine che vengono fatte essiccare.

Come funziona: Dalla lavorazione di queste spugne si ricavano dei micro-aghi del tutto naturali.

L’effetto: Il trattamento agisce come un micro-needling naturale, stimolando la rigenerazione della pelle senza l’ausilio di aghi metallici o macchinari invasivi.

3. L’estetica oncologica: etica, sicurezza ed empatia
Un passaggio cruciale e molto emotivo dell’intervista tocca il tema dei trattamenti per le persone malate oncologiche, un interesse nato in Maria Grazia a seguito di alcune dolorose vicende familiari.

La priorità medica: L’estetista sottolinea a più riprese che su soggetti in terapia oncologica non è possibile intervenire con i classici protocolli estetici (nemmeno per trattamenti minimi come uno scrub) senza l’esplicito via libera dell’oncologo o del medico curante.

La specializzazione: Per rispondere a questa esigenza in modo sicuro e scientifico, la Pifari annuncia con emozione l’inizio di un corso di specializzazione in Estetica Oncologica (in partenza a settembre 2026, con esame finale previsto per marzo 2027).

L’obiettivo: L’obiettivo non è la performance estetica, ma la cura dell’anima e del corpo; donare, anche solo attraverso un piccolo tocco studiato e sicuro, un momento di profondo relax, sollievo mentale e dignità a chi sta affrontando la malattia.

4. Il consiglio della professionista: qualificazione e igiene
In chiusura, alla richiesta di un consiglio utile per il pubblico, Maria Grazia Pifari mette in guardia i clienti su due fattori non negoziabili:

Affidarsi sempre e solo a estetiste qualificate, evitando l’improvvisazione.

Esigere la massima pulizia, un elemento fondamentale che definisce la vera professionalità di un centro estetico e che non deve mai passare in secondo piano a causa della fretta o della distrazione.

 

 

 

 

 

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1. La riscoperta di sé attraverso l’Ikigai
L’intervista si apre con l’esperienza personale di Fabrizio Bolli (62 anni, imprenditore, mental e Ikigai coach), che racconta come il superamento della soglia dei 60 anni lo abbia spinto a rimettersi radicalmente in discussione. La chiave di questa svolta è stata l’Ikigai, una filosofia di origine giapponese focalizzata sulla ricerca del proprio senso della vita nel “qui e ora”.

Pur essendo un concetto orientale, Bolli spiega che è stato facilmente occidentalizzato basandosi su quattro pilastri fondamentali:

Il talento: ciò in cui si riesce naturalmente bene.

La motivazione: ciò che si ama fare.

Lo scopo: ciò di cui il mondo ha bisogno.

La professione: la capacità di tradurre il proprio valore in una dimensione lavorativa.

A riprova del fatto che non esiste un limite di età per esprimere il proprio essere, l’ospite racconta di aver coronato a 60 anni il sogno di fare l’attore teatrale, diplomandosi presso l’Accademia degli Artisti di Roma e recitando in una commedia.

2. Antichi navigatori in un mare digitale
Il nucleo centrale della conversazione ruota attorno alla metafora “antichi navigatori in un mare digitale”, un titolo nato per descrivere l’attuale spaccatura generazionale di fronte all’avanzamento tecnologico:

Il divario digitale: Chi ha superato i 60 anni si trova spesso in difficoltà in un contesto aziendale e quotidiano dominato da una digitalizzazione velocissima, dove anche operazioni apparentemente semplici (come l’attivazione dello SPID) possono diventare ostacoli complessi.

Il valore dell’esperienza: Gli “antichi navigatori” sono coloro che hanno viaggiato “guardando le stelle senza binocolo”, senza il supporto di tutorial o intelligenze artificiali. Questo ha permesso loro di sviluppare una profonda resilienza e un bagaglio umano unico.

La staffetta generazionale: Piuttosto che porsi come guide rigide o dispensatori di prediche, i senior dovrebbero agire come “segnali luminosi”. Il loro obiettivo deve essere quello di trasferire grandi valori emotivi e di orientamento ai giovani, che navigano sì più velocemente, ma spesso in modo superficiale.

3. Una medicina quotidiana: il valore del tempo e dell’ascolto
Di fronte alla velocità e alla frenesia della vita moderna, la ricetta proposta da Bolli non è quella di rincorrere il ritmo degli altri, bensì di fermarsi e riappropriarsi del proprio tempo. L’ascolto di se stessi, degli altri e la valorizzazione del silenzio sono indicati come strumenti fondamentali per reinquadrare la propria esistenza, sia sul piano professionale che in quello familiare.

In chiusura, Bolli ribadisce che il percorso dell’Ikigai è accessibile a chiunque, citando l’esempio del suo cliente più anziano di 74 anni. Quest’ultimo, rimasto vedovo dopo 60 anni di matrimonio, gli ha trasmesso una delle più grandi lezioni di vita e coaching: «Ho scelto di donare amore, non ho scelto di amare per amare».

 

 

 

 

 

 

 

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Il Ritorno al Centro del Sé: La Scoperta dell’Ikigai
L’intervista si apre con l’esperienza personale di Fabrizio Bolli (62 anni, imprenditore, mental e Ikigai coach), che racconta come il superamento della soglia dei 60 anni lo abbia spinto a rimettersi in discussione per ritrovare la voglia di mettersi in gioco ogni giorno. La chiave di questa svolta è stata l’Ikigai, una filosofia giapponese basata sulla ricerca del senso della vita (“qui e ora”) attraverso l’intersezione di quattro elementi fondamentali:

Il talento (ciò che sappiamo fare)

La motivazione (ciò che amiamo)

Lo scopo (ciò di cui il mondo ha bisogno)

La professione (ciò per cui possiamo essere pagati)

A testimonianza del fatto che non è mai troppo tardi per esprimere il proprio potenziale, Bolli racconta di aver coronato a 60 anni il suo sogno nel cassetto di recitare, diplomandosi all’Accademia degli Artisti di Roma e partecipando a una commedia teatrale.

Antichi Navigatori in un Mare Digitale
Il cuore del colloquio ruota attorno all’evocativo concetto di “antichi navigatori in un mare digitale”. Bolli fotografa il divario generazionale e la velocità della tecnologia:

La difficoltà degli over 60: Spesso si trovano disorientati in contesti aziendali o quotidiani dominati dalla digitalizzazione (dove persino fare uno SPID diventa complesso).

Il valore dell’esperienza: A differenza dei giovani nati nell’era dei tutorial e dell’intelligenza artificiale, gli “antichi navigatori” hanno viaggiato “guardando le stelle senza binocolo”, accumulando una profonda resilienza ed esperienza di vita.

La staffetta generazionale: Anziché porsi come guide rigide o fare prediche, i senior dovrebbero agire come segnali luminosi per i più giovani, facilitando un passaggio di valori che colmi la spaccatura sociale creata dalla tecnologia.

Una Medicina per il Quotidiano: Ascolto e Condivisione
Per affrontare la frenesia del mondo moderno, il coach suggerisce di fermarsi, dedicarsi del tempo e saper ascoltare il silenzio, sia nel lavoro sia in famiglia.

Infine, Bolli sottolinea come il percorso dell’Ikigai sia accessibile a tutti, citando l’esempio del suo cliente più anziano (74 anni) che, dopo aver perso la moglie dopo 60 anni insieme, ha racchiuso il senso della sua esistenza in una profonda lezione: «Ho scelto di donare amore, non ho scelto di amare per amare».

 

 

 

 

 

 

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