Viviana Di Peppe, titolare di VDP Dermo Studio, illustra i trattamenti di dermopigmentazione e rimozione di vecchi tatuaggi alle sopracciglia tramite soluzione salina, propedeutica alla successiva ricostruzione.
Che cos’è la Tricopigmentazione e a chi si rivolge
La tricopigmentazione è una tecnica estetica avanzata e non invasiva che si basa su un effetto ottico: attraverso l’uso di una macchinetta rotativa e aghi finissimi, vengono inoculati pigmenti biocompatibili e bioriassorbibili nella pelle. Questo processo crea dei micro puntini che simulano il bulbo pilifero, offrendo un effetto rasato dove c’è calvizie o un effetto densità (ombra) per riempire le zone diradate. Il trattamento è rivolto sia agli uomini che alle donne (queste ultime spesso ancora restie rispetto al pubblico maschile) e rappresenta un’alternativa o un supporto ideale per chi non vuole sottoporsi a un trapianto di capelli o utilizzare protesi (patch).
Il valore psicologico e i dettagli del trattamento
Oltre al beneficio estetico, l’esperta sottolinea il profondo impatto psicologico positivo: il trattamento aiuta le persone a riacquistare fiducia, sicurezza e serenità in se stesse, affrontando il disagio legato alla perdita dei capelli.
Naturalezza del risultato: Si ottiene studiando attentamente il tipo di pelle, il colore del bulbo pilifero e ricreando una hairline (la linea frontale) che segua l’andamento naturale tipico dei tratti italiani, evitando linee dritte ed artificiali.
Durata e sedute: Una seduta media dura circa 3 ore o 3 ore e mezza. Per calvizie estese sono necessarie dalle 3 alle 4 sedute distribuite nell’arco di un mese.
Dolore: Il trattamento non è doloroso; l’esperta mette a proprio agio i clienti a tal punto che molti arrivano a addormentarsi durante la sessione.
In chiusura, Roberta Adonizio invita chi vive con disagio la calvizie a non rimanere fermo e ad affidarsi a professionisti del settore, ricordando il suo motto: “Tu ci metti la testa e io il cuore”. Per maggiori informazioni e contatti è possibile consultare il sito www.pigmentrico.com o i relativi canali social (Instagram, Facebook e TikTok) cercando “Pigmentrico”.
La signora Caterina D’Alessio, operatrice olistica e costellatrice familiare, spiega come la malattia nasca dalla disconnessione con la nostra energia divina e dai traumi della stirpe. Attraverso le costellazioni familiari e il suo libro Farfalle nel buio, invita ad affidarsi a terapeuti autentici per sciogliere questi nodi e ritrovare la luce.
SIMONA MY — MASSAGGIATRICE OLISTICA
Intervista alla massaggiatrice olistica Simona Mi, che presenta un innovativo trattamento personalizzato basato sulla scelta alla cieca di un colore associato ai chakra. Questo test frequenziale permette di individuare la zona del corpo, il tipo di massaggio e la tecnica ideale per riequilibrare l’energia e il benessere psicofisico della persona.
IRENE MARIA GIORGI — COACH PILATES E LIBERO PROFESSIONISTA
Irene Maria Giorgi, danzatrice e coach Pilates, promuove il Pilates come uno strumento fondamentale per sviluppare consapevolezza corporea, migliorare la postura e liberarsi dalle tensioni quotidiane. Forte di un percorso formativo internazionale (Polestar) sia a corpo libero sia con macchinari (Studio), l’esperta offre percorsi altamente personalizzati e adattabili a ogni fascia d’età e condizione fisica.
In un settore sempre più affollato da nuovi attivi cosmetici e promesse di marketing, arriva una guida basata sul consenso degli esperti per orientare consumatori e professionisti nella scelta dei trattamenti più efficaci. Uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology ha identificato 23 ingredienti chiave per affrontare le principali problematiche della pelle, dalle rughe all’acne, fino ai rossori e alle macchie cutanee.
La ricerca è stata coordinata dalla dottoressa Gabriella V. Alvarez dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston e ha coinvolto un ampio gruppo di dermatologi specializzati in dermatologia estetica.
Per arrivare alle raccomandazioni finali, gli autori hanno esaminato la letteratura scientifica pubblicata tra il 1990 e il 2020, individuando inizialmente 318 ingredienti cosmetici. Questi sono stati successivamente valutati da 17 esperti dermatologi, tra cui direttori di programmi di formazione accreditati dall’American Society for Dermatologic Surgery e specialisti riconosciuti nel settore.
La fase conclusiva dello studio ha visto la partecipazione di 62 dermatologi provenienti da 43 istituzioni diverse, coinvolti in due cicli del metodo Delphi tra settembre 2023 e settembre 2024. Gli esperti hanno valutato l’efficacia degli ingredienti rispetto a sette problematiche cutanee comuni: linee sottili e rughe, acne, rossori, macchie scure, pori dilatati, pelle secca e pelle grassa.
Il consenso è stato raggiunto su 23 ingredienti considerati efficaci per il trattamento di una o più condizioni. Tra questi figurano il lattato di ammonio, le ceramidi, l’acido ialuronico, l’urea e la vaselina per la pelle secca; l’acido azelaico, il perossido di benzoile, la clindamicina e l’acido salicilico per l’acne; la brimonidina, l’ivermectina, il metronidazolo e i prodotti a pigmentazione verde per contrastare i rossori.
Per il trattamento delle macchie scure sono stati raccomandati ingredienti come acido azelaico, acido glicolico, acido cogico, acido tranexamico, niacinamide e vitamina C. I filtri solari, sia chimici sia minerali, sono stati indicati come strumenti fondamentali nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo e nella gestione di alcune condizioni infiammatorie.
Tra tutti gli ingredienti valutati, i retinoidi si sono distinti per l’elevato livello di consenso ottenuto. Gli esperti li hanno indicati come particolarmente efficaci nel trattamento di linee sottili e rughe, acne, macchie scure, pori dilatati e pelle grassa, raggiungendo percentuali di approvazione fino al 96,8%.
Anche la protezione solare minerale ha registrato risultati eccellenti, con un consenso del 96,8% per la prevenzione e il trattamento dei segni dell’invecchiamento cutaneo e del 95,2% per la gestione dei rossori.
Secondo gli autori, questi risultati rappresentano un importante punto di riferimento in un mercato caratterizzato da una continua introduzione di nuovi ingredienti. La lista elaborata dagli specialisti offre infatti una base scientifica utile per costruire routine di skincare più efficaci, aiutando sia i pazienti sia i professionisti a orientarsi tra le numerose opzioni disponibili.
Ogni anno porta con sé una nuova moda alimentare. Un alimento viene celebrato come un prezioso alleato della salute, mentre un altro finisce sotto accusa. È accaduto con i semi di chia, con le uova, con il caffè e persino con il cioccolato. Quest’ultimo, per lungo tempo considerato responsabile di numerosi effetti negativi, oggi viene invece rivalutato, soprattutto nella versione fondente ad alta percentuale di cacao, grazie alle sue proprietà antiossidanti.
Questi continui cambi di prospettiva possono generare confusione nei consumatori, che si trovano spesso di fronte a messaggi apparentemente contraddittori. In realtà, stabilire con certezza se un alimento sia benefico o dannoso è molto più complesso di quanto si possa immaginare.
La sfida della ricerca nutrizionale
La nutrizione rappresenta uno degli ambiti più difficili da studiare scientificamente. A differenza di quanto accade per i farmaci, dove è possibile isolare con precisione una sostanza e valutarne gli effetti, l’alimentazione coinvolge una molteplicità di fattori che interagiscono tra loro.
Come spiega Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, comprendere il reale impatto di un alimento richiede studi molto articolati. Le persone non seguono tutte la stessa dieta, hanno stili di vita differenti, patrimoni genetici diversi e caratteristiche individuali che possono influenzare profondamente la risposta dell’organismo ai nutrienti.
Negli studi osservazionali, che monitorano le abitudini alimentari di migliaia di individui nel corso degli anni, è necessario coinvolgere un numero molto elevato di partecipanti per ridurre il peso delle variabili individuali. Negli studi sperimentali, invece, dove si confrontano gruppi che assumono o meno un determinato alimento o nutriente, la difficoltà principale consiste nel mantenere condizioni alimentari il più possibile simili tra tutti i soggetti coinvolti.
Il ruolo di genetica e microbiota
A complicare ulteriormente il quadro intervengono elementi che solo negli ultimi anni hanno ricevuto crescente attenzione dalla comunità scientifica.
La genetica individuale può influenzare il modo in cui metabolizziamo i nutrienti, mentre il microbiota intestinale – l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino – può modificare sia l’assorbimento sia gli effetti biologici degli alimenti. A sua volta, il microbiota cambia in risposta alla dieta, creando un sistema di relazioni estremamente complesso.
Anche il contesto geografico e culturale conta. Risultati ottenuti su popolazioni con abitudini alimentari molto diverse, come quelle statunitensi o asiatiche, non possono essere automaticamente applicati ad altri contesti senza le necessarie verifiche.
Attenzione alle mode alimentari
Proprio per queste ragioni gli esperti invitano alla prudenza quando un alimento viene presentato come una soluzione miracolosa o, al contrario, come un nemico assoluto della salute.
Molti cibi contengono sostanze biologicamente attive che mostrano effetti promettenti in laboratorio. Tuttavia, ciò non significa automaticamente che il loro consumo produca gli stessi benefici nell’organismo umano.
Un esempio emblematico è la curcumina, il principale composto attivo della curcuma. Le ricerche sperimentali ne hanno evidenziato proprietà antiossidanti e antinfiammatorie particolarmente interessanti. Tuttavia, una volta assunta attraverso l’alimentazione, questa sostanza presenta una bassa biodisponibilità: solo una minima parte riesce infatti a raggiungere i tessuti e le cellule dove potrebbe esercitare la propria azione.
La regola più affidabile
In attesa di ulteriori conferme scientifiche, il consiglio più solido resta quello di evitare gli estremismi e puntare su una dieta varia ed equilibrata. Nessun singolo alimento è in grado, da solo, di garantire salute o malattia. È l’insieme delle abitudini alimentari, associato a uno stile di vita sano, a fare realmente la differenza nel lungo periodo.
Per questo motivo, più che inseguire il superfood del momento, conviene concentrarsi sulla qualità complessiva della propria alimentazione, seguendo modelli nutrizionali consolidati e supportati dalle evidenze scientifiche.
Ospite negli studi di Estetica e Benessere regione lazio, Enrico Pallocca — Operatore Olistico Psicochirologo
Durante l’intervista si è discusso di psico-chirologia, una disciplina che unisce fisiologia e psicologia per leggere il presente dell’individuo attraverso l’analisi delle mani. A differenza della chiromanzia, non prevede il futuro, ma indaga l’eredità genetica (mano destra) e il vissuto attuale (mano sinistra) per comprendere le potenzialità e le fragilità della persona nel qui e ora.
Con l’arrivo della stagione calda, la protezione dal sole torna al centro dell’attenzione non solo per motivi medici, ma anche per estetica, benessere e qualità della vita. Esporsi alla luce naturale migliora l’umore, favorisce la sintesi della vitamina D e aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia. Tuttavia, senza una corretta protezione, il sole può trasformarsi da alleato a nemico della pelle.
La bellezza comincia dalla prevenzione
Dermatologi ed esperti di skincare concordano: la protezione solare è uno dei trattamenti anti-age più efficaci. I raggi ultravioletti, in particolare UVA e UVB, accelerano il fotoinvecchiamento cutaneo, contribuendo alla comparsa di rughe, macchie, perdita di elasticità e disidratazione.
L’uso quotidiano di creme con SPF adeguato, anche in città o nelle giornate nuvolose, è oggi considerato un gesto basilare di cura estetica. Molti prodotti di nuova generazione uniscono filtri solari, acido ialuronico, antiossidanti e texture leggere, rispondendo alla crescente richiesta di cosmetici multifunzione.
Non solo spiaggia: il sole “silenzioso” in città
Uno dei falsi miti più diffusi è che la protezione solare serva soltanto al mare. In realtà, i raggi UVA attraversano nuvole e vetri e sono presenti durante tutto l’anno. Chi lavora vicino a finestre o trascorre molte ore in auto riceve comunque un’esposizione costante.
Anche smartphone e schermi digitali hanno alimentato il dibattito sulla luce blu e sul suo possibile impatto sulla pelle, spingendo il settore cosmetico a sviluppare formule “urban protection” pensate per ambienti cittadini.
Il legame tra sole e benessere psicofisico
L’esposizione moderata alla luce solare ha effetti positivi sul benessere mentale: stimola serotonina e aiuta a contrastare stanchezza e sbalzi d’umore. Per questo il sole è spesso associato a energia e vitalità.
La chiave resta l’equilibrio: brevi esposizioni nelle ore meno intense, idratazione costante e protezione adeguata permettono di beneficiare della luce senza compromettere la salute cutanea.
Il mercato della “sun beauty”
Negli ultimi anni la protezione solare è diventata un vero segmento del beauty. Oli secchi, spray invisibili, stick compatti e creme colorate hanno trasformato il classico solare in un prodotto lifestyle.
Sempre più consumatori cercano formule reef-safe, prive di ingredienti dannosi per gli ecosistemi marini, segno che il benessere personale si intreccia sempre più con la sostenibilità ambientale.