Il Ritorno al Centro del Sé: La Scoperta dell’Ikigai
L’intervista si apre con l’esperienza personale di Fabrizio Bolli (62 anni, imprenditore, mental e Ikigai coach), che racconta come il superamento della soglia dei 60 anni lo abbia spinto a rimettersi in discussione per ritrovare la voglia di mettersi in gioco ogni giorno. La chiave di questa svolta è stata l’Ikigai, una filosofia giapponese basata sulla ricerca del senso della vita (“qui e ora”) attraverso l’intersezione di quattro elementi fondamentali:
Il talento (ciò che sappiamo fare)
La motivazione (ciò che amiamo)
Lo scopo (ciò di cui il mondo ha bisogno)
La professione (ciò per cui possiamo essere pagati)
A testimonianza del fatto che non è mai troppo tardi per esprimere il proprio potenziale, Bolli racconta di aver coronato a 60 anni il suo sogno nel cassetto di recitare, diplomandosi all’Accademia degli Artisti di Roma e partecipando a una commedia teatrale.
Antichi Navigatori in un Mare Digitale
Il cuore del colloquio ruota attorno all’evocativo concetto di “antichi navigatori in un mare digitale”. Bolli fotografa il divario generazionale e la velocità della tecnologia:
La difficoltà degli over 60: Spesso si trovano disorientati in contesti aziendali o quotidiani dominati dalla digitalizzazione (dove persino fare uno SPID diventa complesso).
Il valore dell’esperienza: A differenza dei giovani nati nell’era dei tutorial e dell’intelligenza artificiale, gli “antichi navigatori” hanno viaggiato “guardando le stelle senza binocolo”, accumulando una profonda resilienza ed esperienza di vita.
La staffetta generazionale: Anziché porsi come guide rigide o fare prediche, i senior dovrebbero agire come segnali luminosi per i più giovani, facilitando un passaggio di valori che colmi la spaccatura sociale creata dalla tecnologia.
Una Medicina per il Quotidiano: Ascolto e Condivisione
Per affrontare la frenesia del mondo moderno, il coach suggerisce di fermarsi, dedicarsi del tempo e saper ascoltare il silenzio, sia nel lavoro sia in famiglia.
Infine, Bolli sottolinea come il percorso dell’Ikigai sia accessibile a tutti, citando l’esempio del suo cliente più anziano (74 anni) che, dopo aver perso la moglie dopo 60 anni insieme, ha racchiuso il senso della sua esistenza in una profonda lezione: «Ho scelto di donare amore, non ho scelto di amare per amare».
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